Ritratto di Mew, Pokémon di tipo Psico di Kanto
Mew porta il numero 151 del Pokédex e conta tra i Pokémon misteriosi. È nato con la prima generazione, nella regione di Kanto, e il suo tipo Psico gli conferisce poteri misteriosi. Gli allenatori lo descrivono come giocoso, estremamente curioso, capace di divertirsi con qualsiasi cosa. Sa anche rendersi invisibile, il che spiega perché lo si avvisti raramente, anche nell’universo Pokémon. E se si crede ai racconti, il suo organismo riunirebbe il codice genetico di tutti i Pokémon: un piccolo essere, ma con storie molto grandi. Per molti giocatori, incontrarlo rimane un ricordo indelebile della serie, e il suo volto dispettoso è diventato uno dei più riconoscibili della prima generazione.
Seduto sulla mensola: due modelli a scelta
Questa peluche mostra Mew in posizione seduta, una postura tranquilla che si nota subito. Sono proposte due opzioni, ovvero due modelli a scelta: spetta a Lei vedere quale Le piace di più, o riunirli per formare un duo. Senza artifici, la posa seduta mette in risalto il personaggio stesso, così come lo si riconosce nell’universo Pokémon. Si rivolge sia a coloro che stanno costruendo una collezione completa, sia a coloro che desiderano un solo bel pezzo per un angolo della propria stanza.
- Mew, numero 151 del Pokédex
- Postura seduta
- Due modelli a scelta
- Tipo Psico, regione di Kanto
Seduto sul davanzale di una libreria, sul bordo di una scrivania, su un comò o contro un cuscino, Mew si adatta a molti angoli della casa. In una camera da letto, in un soggiorno o in uno spazio di lavoro, aggiunge un piccolo tocco di stile al resto dell’arredamento. Come regalo, è adatto a una persona che adora i Pokémon leggendari e misteriosi, a un fan della prima generazione o a qualcuno che ama semplicemente i personaggi maliziosi. Compleanno, Natale, ringraziamento: l’occasione conta poco, perché l’attenzione è assicurata non appena viene pronunciato il nome di Mew. E poiché sono disponibili due modelli, ognuno può scegliere quello che più gli somiglia.






